Sacche di tristezza
Le sacche di tristezza rimangano addosso e dentro, sotto la pelle, negli occhi e a tratti tutto ciò che vorresti è solo scappare, fuggire, andare lontano. Ma nessun posto è abbastanza lontano perchè la nostalgia morde come una cane rabbioso e la solitudine sgomita con la maliconia. Fanno a pugni fra di loro. Talvolta l’una cade a terra, poi si rialza e riprendono la lotta. Senza allegria. Sperimento le facce grige della tristezza, le provo ad una, ad una. Tutte si presentano dichiarando il loro nome e il loro cognome, stringendomi la mano. Qualcuna è più scura in viso delle altre. I nomi li dimentico subito, o ne ricordo uno soltanto, sempre lo stesso: credo che la mia maledizione ora sia questa, sempre e solo questa. Vorrei che qualcuno mi disapprovasse una volta tanto e mi dicesse che così proprio non va, che viene il tempo in cui si cambia pelle, si cambia vita, si cambia emozione. La mie rimangono segnate, come marchiate dai segni della frusta. Gocce di sangue cadono a terra e mi fanno sentire il freddo del silenzio, il dolore che si sente dopo e l’angoscia dell’abbandono. I brandelli di carne restano fermi nel tempo, come se almeno un’ultima scopata ci fosse permessa e però la musica di sottofondo è cambiata. Sento una risata gracchiante e fastidiosa. Sento la voce di lui che dice: “Va bene! Per questa volta…”. Va bene, cosa? Non approvarmi…disapprovami, amami.
Luglio 23rd, 2008 - Posted in Senza categoria 0 Comments
Lui
Lui esce dal bagno col vestito rosso fino ai piedi, il volto velato. E’ bellissimo. Cammina facendo frusciare appena un poco le gonne dell’abito, in raso e pizzo. L’ho scelto io per lui, ma l’effetto scenico supera di gran lunga quello dell’immaginazione. Io sono nuda sul letto, una maschera viola suglio occhi, una mano stesa sul copriletto a fiori e una delicatamente appoggiata sul mio sesso. Mi sto lisciando il pelo, come una gatta. Lui si avvicina come una bestia e da dietro la maschera di pizzo mi guarda con occhi pieni d’amore. Vedo la sua erezione che gonfia in maniera buffa il vestito. Sento il suo odore improvvisamente. Lui sale sul letto e mi scavalca. E mentre è lì in bilico sulle gambe, a cavalcioni su di me, penso che potremmo essere felici io e lui. Poi mi giro attorno. Vedo i nostri oggetti sparsi per la stanza numero, quasta volta ha importanza quale, e dopo tutto il silenzio degli ultimi mesi improvvisamente smetto di sentire e divento triste. Vorrei che lui si togliesse questo abito e mi abbracciasse semplicemente dicendomi: mi sei mancata. Ma lui non lo fa e allora piango. E’ come se non ci capissimo più. E’ come se non potessimo più capirci. Eppure, lui mi ama e io amo quest’uomo che si è travestito da donna solo per vedere la faccia che avrei fatto. Forse dovrei continuare a masturbarmi per godermi, assieme all’orgasmo, la faccia che farà lui. E invece piango e mentre lui si toglie in fretta e furia il vestito e la maschera mi stringo al corpo dell’uomo che amo, ammettendo tutto il dolore e tutta la solitudine di questi mesi senza di lui.
Giugno 16th, 2008 - Posted in Senza categoria 0 Comments
La donna del sogno è una ragazza
La donna del sogno è una ragazza. La ragazza urla qualcosa che per lei deve essere della massima importanza all’uomo del sogno, che invece le risponde con garbo, sottovoce, quasi come se non volesse farsi sentire dal resto delle cose nella stanza. La ragazza continua a sputare frasi dure in faccia all’uomo e lui abbassa un poco il capo, lo scuote, non dice niente, non la guarda neppure, come per ingoiare chissà quale colpa. L’uomo del sogno è un vecchio e in quel suo movimento di capo sembra che dica alla ragazza: ‘non hai ancora imparato a sussussare, tesoro? Vorrei darti tante coccole. Me ne sto qui in silenzio invece. Prima o poi imparerai’. La ragazza continua a parlare, senza agitarsi, senza trasporto del corpo o movimento del viso, però parla, parla, parla. L’uomo alza all’improvviso le mani e gli occhi. Guarda la ragazza con occhi disperati. Vorrebbe averla già persa, eppure spera che lei non lo lasci. Poi le prende le mani, ghiacce, fra le sue, come per cercare un istante di silenzio. La ragazza tace, come sfinita, dopo tutte le parole urlate, come stanca, dopo il lungo racconto fatto all’uomo. L’uomo del sogno bacia la ragazza e mentre lo fa le sue mani si fanno frettolose. L’uomo del sogno vuole la ragazza, la desidera con ogni parte del suo corpo, ma non glielo sa dire, non glielo vuole dire. E’ questo di cui la ragazza ha accusato l’uomo del sogno. E’ questo che lei non gli sa perdonare. L’uomo del sogno spinge la ragazza verso il letto e tutta l’asprezza delle cose dette e taciute finisce in un sospiro di lui dentro la bocca di lei. Tutto il dolore e la distanza del sogno finiscono in questo abbraccio. L’uomo e la ragazza del sogno non sono felici, ma sono assieme, l’uno sopra l’altro, l’uno dentro l’altro. E c’è da giurarci, non sapresti distinguere la donna del sogno, dall’uomo: sono una cosa sola, che palpita appena, come una musica prima di parole. Poi l’uomo del sogno si riprende la sua pelle e senza guardare la donna del sogno, senza dirle nemmeno una parola, se ne va. La donna del sogno è una ragazza.
Maggio 26th, 2008 - Posted in Senza categoria 0 Comments
Troppo presto
Ti svegli che la mattina è appena entrata dalla porta-finistra aperta della stanza numero, non ha importanza quale. L’odore del mare ti dà stabilità. Sbatti gli occhi, li sbatti ancora, passi la mano sul sedere dell’uomo che ti dorme accanto e ancora senti le voci del sogno. L’insegnante di chimica che entra in classe e sbatte sulla cattedra i compiti in classe corretti, le mani di lui che ti prendono e che ti portano oltre il bello, il telefono che squilla, qualche frase a mezza voce come sospesa fra i vostri corpi. Le persone di allora e quelle di oggi. Sbatti gli occhi e ti ancori al corpo che hai disteso affianco al tuo, nella luce del giorno che inizia. L’angoscia è appena accennata e svanisce anche lei con uno sbadiglio. Tenti di dormire ancora, come se il torpore di quel bacio dato nel sonno fosse niente. E’ niente e lo sai. Chiudi gli occhi. E’ ancora troppo presto per alzarti.
Maggio 26th, 2008 - Posted in Senza categoria 0 Comments
Come un groppo alla gola
Andate e ritorni. Piccoli cerchi fatti con la matita su fogli già vecchi. Gatti spelacchiati sulle rocce. Il mare più blu che abbia mai visto e un turbinio di feste e di locali e di cene con amici. Malta è stata divertente e lenta. Malta è stata spiagge e piccole avventure. Gioco coi punti interrogativi della mia vita salendo e scendendo da piccoli aerei da turismo. Tornare è non trovare braccia frementi che aspettano con impazienza il corpo da stringere, accarezzare, stroppicciare, marchiare, amare. Ho bisogno della pelle, del collo morbido, dell’odore che mi riporta a casa. Resto in viaggio da una vita invece e non mi do pace, fra un matrimonio e un party. Tutti gli incontri sono visi già visti. Non c’è pace e non c’è amore. Mi incazzo, urlo perfino. Un sms dice che “ho tanta voglia di vederti…tanta”. Cerco, annuso l’aria. Non trovo, non ancora, la pace. Tutto quel che rimane è come un groppo alla gola.
Maggio 21st, 2008 - Posted in Senza categoria 0 Comments
La donna della notte
Mercoledì notte sarò ospite di Maurizio Costanzo nel suo programma radiofonico “L’uomo della notte”, in onda su Radio Rai Uno. Sarà l’occasione per parlare di seduzione, eros, passione. Buon ascolto a tutti dalla donna della notte!
Maggio 5th, 2008 - Posted in Senza categoria 0 Comments
Andate e ritorni
Sono tornata, sono tornata. Eccomi di nuovo in Italia. Londra è stata veloce, piena e interessante. Soprattutto Londra è andata bene. Dopo di che mi sono presa qualche giorno di tregua da tutto e sono volata alle Azzorre, cielo limpido (quasi sempre), vento sferzante (quasi sempre) e oceano nel quale perdersi (quasi sempre). Al mio ritorno in Italia non ho avuto molto tempo di scrivere sul blog, e me ne scuso coi lettori, perchè sono volata a Panama. Ma ora ci sono. Anche se fra poco ripartirò alla volta di Malta (si sposa una mia amica e devo proprio andare). Una volta un uomo mi disse: “tu non parti per partire, ma per tornare. Tu non parti veramente, tu, più che altro, ti muovi”. Credo che avesse ragione. La mia vita è più che altro andate e ritorni. E io ne sono felice.
Aprile 28th, 2008 - Posted in Senza categoria 0 Comments
Al London Book Fair
…sì, sto per partire per Londra. Ecco il lancio di agenzia che lo annuncia: http://www.adnkronos.com/IGN/Cultura/?id=1.0.2064676992
Modena, 11 apr. (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - In “F.to la sua amante”, esordio letterario di Blanca Cordero, la giovane scrittrice che ama il mare e Philip Roth racconta una storia d’amore e sesso, tradimenti, perversione. Nel volume edito da Borelli per la collana “Pizzo nero”, i protagonisti sono un lui adulto, una lei giovane e una moglie. La trama puo’ apparire semplice, tanto da portare con se’ un cifra di autenticita’ che rende la narrazione di notevole spessore.
“In ‘F.to la sua amante’ -ha sottolineato l’editore Gian Franco Borelli- c’e’ la passione della miglior tradizione della letteratura erotica. Sapevo che questo romanzo avrebbe funzionato per l’autenticita’ che esprime. Le scene erotiche sono costruire con ironia e dovizia di particolari, ma senza risultare mai stucchevoli o eccessive. La storia prende il lettore per mano e lo conduce dentro le stanze del piacere piu’ estremo”.
Con questo romanzo la Cordero, gia’ premio “Fiuggi-Eros & scrittura - Opera Prima”, si presentera’ alla “London Book Fair” (16-18 aprile), la Fiera del libro nella quale si danno appuntamenti i librai, gli editori, i bibliotecari ed i servizi di produzione del libro di tutto il mondo.
“In ‘F.to la sua amante’ -ha sottolineato l’editore Gian Franco Borelli- c’e’ la passione della miglior tradizione della letteratura erotica. Sapevo che questo romanzo avrebbe funzionato per l’autenticita’ che esprime. Le scene erotiche sono costruire con ironia e dovizia di particolari, ma senza risultare mai stucchevoli o eccessive. La storia prende il lettore per mano e lo conduce dentro le stanze del piacere piu’ estremo”.
Con questo romanzo la Cordero, gia’ premio “Fiuggi-Eros & scrittura - Opera Prima”, si presentera’ alla “London Book Fair” (16-18 aprile), la Fiera del libro nella quale si danno appuntamenti i librai, gli editori, i bibliotecari ed i servizi di produzione del libro di tutto il mondo.
Aprile 13th, 2008 - Posted in Senza categoria 1 Comments
F.to la sua amante su Psychologies
Devo un sincero ringraziamento, nonchè un caro sorriso, a Raul Montanari, che è stato così buono da leggere e recensire “F.to la sua amante” su Psychologies di questo mese. Apprezzo molto le sue parole, ne sono realmente lusingata, forse addirittura troppo. In ”F.to la sua amante” ho semplicemente cercato di raccontare una bella storia di amore e di sesso. Ho indugiato, giocato, recitato con le parole, con le emozioni e con i punti di vista. Verissimo che in questo romanzo manca la letteratura pulp degli anni Novanta. Ma la strada è ancora lunga e le storie da scrivere sono ancora tante. Per ora vi lascio la sua recensione e un sorriso. Buona lettura!
Aprile 3rd, 2008 - Posted in Senza categoria 0 Comments
Ironia
Ironizzo su me stessa e continuo a cadere. Cado, mi do dell’idiota e mi rialzo. Continuo a farlo quotidianamente, anche più di una volta al giorno. E nessuno che mi dica: “Ora basta”. Cado, sbatto il sedere a terra. Mi rialzo. Sorrido, ironizzo perfino, ricado. Per il resto mangio pesce e patatine, neanche fossi in vacanza in qualche metropoli, col ragazzo dagli occhi tristi che urla all’angolo della strada (perchè un angolo della strada c’è sempre) “fish and chips”. Finisco a cena con amici di sempre e li scopro più veri del solito o forse sono io ad essere più vera del solito. Rido, piango, gioco con la precarietà di questo momento e mi crogiolo nelle novità, che hanno un sapore antico, ma che sono anche nuove e io lo so. Lo sento dal loro profumo. Sanno di fragola, a volte. Cerco nella libreria della mia memoria un film in bianco e nero da vedere col mio uomo di ora. Il viaggio è appena all’inizio e non sappiamo bene dove ci porterà. Anche fare sesso è in chiaroscuro in questo momento. Rido, ironizzo su questa cosa e punto dritta verso il futuro, macinando il presente. Ho vissuto per anni nel passato, senza nemmeno vederlo un futuro. E se fosse stato questo l’errore? Inginocchiarmi carica di pietà (e di buone intenzioni, naturalmente) fra le gambe del mio uomo di allora e…ironizzo anche su questo. Essere schiava del suo cazzo magnifico, sostare per ore sulle punte dei nostri orgasmi, rilassarci sfiniti l’uno fra le braccia dell’altro, pensare che non conti il domani, ma solo l’oggi. Ingoiare la voglia di quel lampo veloce che si chiama futuro e che inizia ora e sbeffeggiarlo: tanto a noi che importa? E poi, ti ritrovi a programmare fine settimana insoliti, pieni di cose nuove, al sapore di fragola, da fare. Ironia per ironia. Ero più innamorata allora, ma sto meglio ora.
Marzo 31st, 2008 - Posted in Senza categoria 0 Comments